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Resport: Caos stipendi, l´ammutinamento dei calciatori del S.Antonio

13-02-2012 18:33 - CALCIO
Martone non si allena da tre giorni, i dirigenti giallorossi "latitano"

Il giocattolo si sta rompendo. Forse, ha già dei pezzi mancanti e il rischio è che tutto finisca in frantumi, prima che si possa trovare una soluzione adeguata. Il Sant´Antonio Abate, ripescato la scorsa estate dopo la retrocessione, rischia di perseverare. Ammutinamento da parte dei calciatori, per due motivi: la mancanza di stipendi e di riferimenti societari e l´inadeguatezza dell´abbigliamento sportivo che non ha consentito alla squadra di poter svolgere la rifinitura.
CAOS STIPENDI. Il pagamento delle spettanze ai calciatori è diventato una giungla. Qualcuno ha avuto delle garanzie, qualcun altro solo delle promesse. C´è chi chiede incontri e chi, invece, come bomber Luca Martone, da tre giorni non si allena. Un ammutinamento vero e proprio, sfociato nella decisione di tutta la squadra di non effettuare la rifinitura del sabato (programmata nonostante fosse saltata la partita di Acri, ndr). Tacchetti incrociati a Sant´Antonio Abate e cellulari che squillano frettolosamente alla ricerca di una soluzione, che non arriva. Al campo si vede Ciro Perrella, dirigente che è stato recentemente inibito perché nascondeva i palloni agli avversari nella partita contro il Cittanova (neanche in Terza categoria!), ma non sa trovare una soluzione, ma promette alla squadra che mercoledì saranno pagati gli stipendi.
LA RIVELAZIONE DI UN CALCIATORE. "Non ci possiamo allenare, mancano le tute, ma se pure ci fossero state, non le avremmo utilizzate". Lo rivela un calciatore che preferisce restare anonimo. "Nello spogliatoio non siamo tranquilli, non tutti la pensiamo allo stesso modo, ma alla fine abbiamo preso tutti la stessa decisione, quella di non allenarci". Martedì c´è la ripresa, prima di scendere in campo, però, il gruppo vuole un incontro con i dirigenti, non solo con Perrella, ma soprattutto con Abagnale e Mascolo.
CIMMINO TRA DUE FUOCHI. L´allenatore in questo momento riveste la posizione più delicata. Non è riuscito a convincere la squadra ad allenarsi sabato e ciò vuol dire che ha perso un po´ di fiducia da parte dello spogliatoio, che lo ritiene troppo vicino alla società.
Il tecnico aveva programmato la rifinitura al sabato, anche se domenica non c´era alcuna amichevole da disputare al posto della gara saltata con l´Acri (eppure la Virtus Ippogrifo Sarno cercava una squadra per un test e aveva intenzione di contattare il Sant´Antonio, ma non si sa se l´ha effettivamente fatto). A una parte dei calciatori non è piaciuto il modo di gestire la programmazione, in molti si attendevano il sabato e la domenica di riposo, ma c´era comunque un´altra parte intenzionata a svolgere il lavoro come aveva deciso l´allenatore. Forse, se lo attendevano anche l´allenatore in seconda D´Antuono e il preparatore dei portieri Mancuso che non si sono presentati al Comunale sabato mattina.
ARRIVA LA NISSA. La classifica, resa bugiarda dai rinvii, non dà grande tranquillità. Il Sant´Antonio, al di là degli infortuni, mantiene comunque una validissima ossatura di squadra che avrebbe dovuto puntare ai playoff, è invece si è impantanata nella lotta per evitare i playout. Cimmino è stato blindato a parole, con farneticanti comunicati stampa, però mai con i fatti, anche se ha nel club un grande estimatore come Perrella. La situazione resta difficile, ma la coppa Italia è diventata un salvagente per il tecnico che ha raggiunto una storica semifinale.

Fonte: resport

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